Il sito utilizza cookies propri e di terze parti. Utilizziamo i cookie per migliorare la navigazione sul sito.

Invito allo studio della teologia

Essere consci del lato misterioso della vita
è il più bel sentimento che ci sia dato provare.
Sta alla radice di ogni arte
e di ogni scienza vera
.

raffaello-sanzio-la-scuola-di-atenePerché, al giorno d’oggi, ci si dovrebbe avvicinare allo studio della Bibbia, o del sublime che traluce dalle pieghe del mondo, o della spiritualità dei corpi i quali sono di per se stessi una presenza misteriosa, o della sapienza che ancora invita i suoi amanti a sacrificarsi per essa, oppure della verità, quella che si sposa con la giustizia? In breve, perché ci si dovrebbe ancora interessare allo studio della teologia? Non quella che se ne sta isolata a speculare di ciò che non ha nulla a che fare col mondo e con la vita, ma, anzi, quella cosciente che senza il mondo non avremmo nemmeno una parola per poter intendere il mistero che tutto trascende, quella che dialoga con l’arte e con la filosofia, con le scienze e con l’etica, quella che non sminuisce il ruolo dell’umano per far spazio al divino.

croce
Qualcuno forse direbbe che siamo ormai immersi nel tempo della scienza, e intende quest’ultima come disciplina in grado di dare responsi precisi e indiscutibili, capace di calcolare ogni dettaglio e di non lasciare alcuno spazio all’imponderabile, poiché sarebbe in grado di osservare il mondo come una realtà pienamente dominabile e misurabile. Anche per tutte queste ragioni, vale la pena soffermarsi un attimo sulle parole citate all’inizio: sono del grande scienziato Albert Einstein, il quale ebbe sempre un’attenzione spiccata verso “il lato misterioso”, non solo della vita, ma di tutta la realtà, compresa quella inanimata. È proprio nel modo di vedere queste cose che si delinea la discriminante tra la scienza vera e quella presunta forma di sapere “scientifico” che facilmente sconfina nell’arroganza. Quest’ultima è fermamente convinta di poter risolvere tutti gli interrogativi proprio perché si attesta sulla superficie misurabile della realtà ove i nodi sembrano riconducibili a dati calcolabili. La scienza vera, invece, va alla ricerca della realtà in tutta la sua ricchezza e necessariamente incrocia il suo percorso con l’arte, con la filosofia e con la teologia.

Open-book-on-a-stackCompressaCerto, ognuna di queste discipline ha una propria strada specifica e propri strumenti di analisi; ma spesso il desiderio e la meta sono comuni, quelli appunto di vedere e di spiegare “il lato misterioso” della realtà. E questo “mistero” è particolarmente profondo quando c’è di mezzo la vita, tant’è vero che il poeta tedesco Hölderlin non esitava a descriverla come «un’immagine della divinità», sulla scia del libro biblico della Genesi che definisce la creatura umana con parole stupefacenti, ossia come «immagine e somiglianza di Dio». Proprio per questo l’arte, la filosofia, la scienza e anche la teologia devono sempre inoltrarsi nel “mistero” della vita con rispetto, senza l’orgoglio del padrone o l’arroganza del conquistatore; anche perché vi sono dei lati inquietanti, paurosi e perfino terribili della realtà che sarebbe ingenuo pretendere di risolvere o eliminare, piuttosto avremmo bisogno di sentire che, nonostante tutto, vi sono motivi importanti per dire che ci si può ancora fidare delle promesse alle quali, un giorno, avevamo corrisposto con un nostro “sì”. Poiché, quando accade di attraversare momenti di difficoltà, poter sperare e potersi fidare consente all’intelligenza di aprirsi, crea oasi di serenità nel deserto in cui si è costretti a camminare, allarga le possibilità e non disperde le energie; il dubbio e la paura, invece, riducono la vita, intrappolano l’intelligenza e riducono le forze fino quasi ad annientarle.

Teologia
Eppure il mondo della vita fa parte di un progetto grandioso che ci trascende e che, perfino nei suoi aspetti più semplici e all’apparenza facilmente dominabili, non può mai essere totalmente spiegato o risolto in un concetto. Ma – e qui raggiungiamo il punto culminante di questa breve riflessione – proprio questo aspetto irrisolvibile e inspiegabile, il quale, letteralmente, lascia “senza parole”, merita di essere “detto”; e tuttavia, affinché questo si realizzi, occorre che la lingua del filosofo si sciolga e si faccia poesia, è necessario che il resoconto dello scienziato si trasfiguri in un’opera d’arte, nello stesso tempo è decisivo che le cose più belle e significative della vita non siano soltanto viste, ma adeguatamente partecipate, cantate e celebrate.

                                                                                              don Rinaldo Ottone